Intervista a Rosana Crispim da Costa,
autrice del Mio corpo traduce molte lingue
Come e' nato il tuo desiderio di scrivere?
Il mio desiderio di scrivere e' nato della necessita' di creare un mondo
tutto mio. Avevo 12 anni e vivevo una situazione famigliare molto difficile
in Brasile. Esternamente dovevo dimostrare di essere forte e matura, ma
dentro di me sentivo il bisogno incontenibile di sognare ed esprimere
le mie emozioni. Questo bisogno lo porto con me tuttora.
Hai in mente un lettore tipo oppure scrivi per esprimere te stessa?
Per me sarebbe impossibile avere un lettore tipo e non mi sento neanche
cosi' egoista con la poesia al punto di usarla solo per esprimere me stessa.
Scrivo con la liberta' dei miei sentimenti e vedo che nella pratica riesco
ad essere capita da persone diverse una dall'altra.
Quali autori senti particolarmente vicini?
Sono innamorata di Pablo Neruda, Fernando Pessoa, Carlos Drummont de Andrade,
Emily Dickinson. Ma la mia fratellanza letteraria ¸ vicina a Ana Cristina
Cˇsar una bravissima poetessa brasiliana morta suicida nel 1984.
Dato che scrivi in italiano e in portoghese, fino a che punto la poesia
puo' "attraversare" le lingue?
"... e derubare con la tenerezza tutte le frontiere del cuore."
Secondo me, questo verso della mia poesia "Attendo che il mare" [in Memorie
in valigia], risponde alla domanda.
Come descriveresti te stessa in poche righe?
Non riesco a descrivermi, perche' amo le sorprese e cerco tutti i giorni
(talvolta ci riesco, talvolta no) di rinnovarmi, fantasiarmi, crescere,
tornare bambina, mettere radici, tornare a casa... Credo che il migliore
modo di conoscermi sia leggermi.
(Fara Editore, giugno 2001)
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